In questi anni che ho frequentato le scuole in occasione delle gare di robotica ho avuto modo di capire che sono i professori che fanno la scuola. Ne ho visti tanti che hanno la voglia di crescere insieme ai propri ragazzi, a cominciare dalla festa della Scienza di Foligno di qualche anno fa. E la robotica è, in questo momento, la molla scatenante, l’aggregatore e lo stimolo sia per i ragazzi sia per i professori. Quando professori come Paolo e Giampaolo si rimboccano le maniche, prendono sega e martello e cominciano a costruire il campo da calcio da soli, poi i ragazzi li seguono per forza, vedono l’entusiasmo e non li stacchi più dal laboratorio.

E QUESTI SONO I RISULTATI!!!

Paolo e Gianpaolo alla RoboCup in Cina - 2015
Paolo e Gianpaolo alla RoboCup in Cina con la maglietta di Officine Robotiche
RoboCup Junior 1° Classificato - Cina 2015
RoboCup Junior 1° Classificato – Cina 2015

Tanto per ricordare che la loro vittoria non è frutto del caso o della fortuna. Io ho studiato all’ITIS G. Galilei nei primi anni ’70. Aveva dei laboratori fantastici. Dalla meccanica, all’elettrotecnica alle telecomunicazioni. Negli ultimi anni questi laboratori sono usati più per girare film (da Nanni Moretti a Mazzacurati e tanti altri) che per studiare. Ci sono rimasto molto male quando ci sono entrato in occasione della Romecup di qualche anno fa e ho visto gli stessi torni e frese sui quali ho lavorato io ammucchiati da una parte pieni di polvere e ruggine. Il laboratorio di misure elettriche che mi ha appassionato a questo mondo letteralmente invaso dalle erbacce. Poi mi ha invitato Giampaolo Pucci, appena trasferito da Monterotondo. Aveva chiesto al preside se gli potesse dare una stanza per un laboratorio di robotica (al Galilei ci sono dei locali veramente enormi). Il preside gli ha dato fiducia, gli ha dato la stanza e un minimo di fondi ricavati dall’affitto dei locali per le riprese televisive. Giampaolo ha portato da casa la sua CNC, il suo oscilloscopio, ha comprato qualche motore, qualche sensore e alcuni Arduino. Ha ricominciato da zero con i nuovi ragazzi come aveva già fatto in tutte le altre scuole nelle quali era stato e nelle quali aveva portato la robotica. Poi anche Paolo Torda è stato trasferito al Galilei, amici da sempre. Hanno studiato insieme ad altri professori loro amici le soluzioni migliori per i robot della Robocup. Hanno cercato per il mondo i componenti migliori in funzione del loro limitato budget. Hanno provato, sperimentato, sfasciato e ricostruito. Hanno vinto le eliminatorie al Campidoglio a maggio. Hanno trovato anche quest’anno i fondi per portare i loro allievi in Cina e… HANNO VINTO! Queste sono le soddisfazioni della vita. I giornali parlano, giustamente, dei ragazzi. Io voglio ricordare che dietro di loro ci sono dei professori fantastici. Queste sono le belle storie da raccontare, prima ancora delle startup ci deve essere la preparazione, la motivazione e l’entusiasmo. Vedere i ragazzi e i loro professori con lo stesso entusiasmo… non ha prezzo.

RoboCup 2015, Italia da primato: ecco perché

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