Questo favoloso e simpatico design di chiavi USB è frutto dell’inventiva di LACIE. Sono disponibili vari tagli di memoria a disposizione: 4, 8, 16 e 32 Gb, per portar dietro tutti i files più importanti e per avere a disposizione sempre e comunque un dispositivo di memorizzazione che può sempre rivelarsi utile in mille occasioni. I prezzi a partire da 19.90 euro. Diverse forme per tutti i gusti. Per altre informazioni visitate il sito ufficiale del produttore: http://www.lacie.com/it/products/range.htm?id=10052
Durante l’ultima rimpatriata ARRM, insieme a Domenico abbiamo cercato di “rivisitare” la presentazione che feci l’anno scorso per la Robofesta con l’Università di Perugia a Foligno. Finalmente dopo qualche altra iterazione la presentazione “Trent’anni di Robotica Amatoriale in Italia” è di nuovo disponibile. Potete scaricarla a questo indirizzo: http://www.officinerobotiche.it/docs/ivan30annidirobotica.pdf
Se gentilmente avete tempo a disposizione, fateci pervenire i vostri feedback sulla presentazione. Buona lettura !
La comunità italiana di robottari pare abbia volto l’interesse verso un nuovo prodotto elettronico. Già in molti hanno intrapreso la conoscenza e la sperimentazione su di un nuovo, interessante prodotto. Si tratta del PSoC (Programmable System-on-Chip) prodotto dalla Cypress ed è un interessante dispositivo che abbina le funzionalità dei classici microcontrollori digitali, come timers, contatori, ADC e DAC, unità PWM, insieme alle funzionalità di base dell’elettronica analogica. Infatti è possibile “disegnare” all’interno del dispositivo una svariata quantità di blocchi analogici: amplificatori, comparatori, filtri, etc. Tutto questo può essere fatto utilizzando un software free fornito dalla Cypress: il PSoC Designer, che è possibile scaricare dal sito del produttore: http://www.cypress.com/?id=1353
Un’ottima guida per iniziare a comprendere il mondo dei PSoC: http://www.easypsoc.com/
Mentre la starter board per cominciare a programmare i PSoC: http://www.cypress.com/?rID=2541
Buon divertimento !
l’anno scorso l’amico Domenico postò un suo pensiero sulle preoccupazioni economiche, rivelatesi poi più che vere, e su come queste avrebbero potuto influenzare il comportamento e lo stile dei robottari italiani. Ripresi il pensiero di Domenico “Orso Grigio” sul mio stesso blog (http://www.officinerobotiche.it/?p=81) ribadendo il concetto e analizzando maggiormente lo stato delle cose. Quest’anno farò lo stesso, perchè di cambiamenti ce ne sono e non ce ne sono stati.
La crisi mondiale si è abbattuta con forza anche in Italia; io ho dovuto cambiare nazione per mancanza di soldi nei contratti della ricerca e ciò ha modificato di molto il mio modo di fare (non fare robotica) e questo mi rincresce, moltissimo. Molta gente ha perso il lavoro, molti giovani studiano e crescono consapevoli che il loro “pezzo di carta” perde valore giorno dopo giorno sotto il fuoco nemico dell’economia, del sistema, di qualcosa che non funziona come dovrebbe. Molti altri sono costretti a fare sacrifici e a modificare pesantemente lo stile di vita. Tutto questo si ripercuote sulle tasche del robottaro innamorato del suo hobby, che rimane pur sempre un hobby e non una necessità, ma anche una valvola di sfogo, una passione, una fonte di piccole soddisfazioni personali. Ora è proprio questo il punto.
Tirare la cinghia può far tornare utile quell’approccio “francescano”, povero e semplice, alla robotica amatoriale, cercando di recuperare più possibile manciate di componenti inutilizzati e di mettere a frutto quello che già si ha, compreso il cervello. E questo non sarebbe un dramma, anzi. Diverso sarebbe invece se la robotica amatoriale si evolvesse verso un prodotto standard, già pronto, dove sborsi 80-100 euro dalla tasca, acquisti un robot “di consumo” e ti diverti unicamente a smanettare col software, a programmare. In un certo senso frenerebbe la sperimentazione, la costruzione in proprio. Sarebbe un peccato che il robottaro non potesse più creare da se un PCB con una elettronica performante o lo sviluppo di un telaio perchè il costo di realizzazione raggiunge livelli proibitivi per le tasche. Questo sarebbe un grande male per questo hobby.
Il 2008 fu un ottimo anno per quanto riguarda la robotica amatoriale, con la rinascita se vogliamo di belle iniziative, di molti passi tecnologici sui robot da competizione amatoriali, rigorosamente home-made. La crisi del 2009 segna a mio avviso una pesante battuta d’arresto; i robot che si vedono in giro sono sempre gli stessi, e sempre da parte delle stesse persone. Anche la competizione Magellan, oltreoceano, è decisamente sottotono. E anche qualche produttore di componenti elettronici, mentre prima era ben disposto ad inviare campionari gratuiti dei suoi ultimi performanti microcontrollori agli hobbisti, oggi pretende il pagamento perlomeno della spedizione: non è una gigantesca spesa, ma è anche questo indice dei tempi che corrono.
Comunque sia, il prossimo weekend (16-17 Gennaio) anche io sarò a Pisa, con uno sforzo non proprio irrisorio, per continuare ad alimentare la grande passione della robotica amatoriale come la tradizione italiana da anni vuole. Rimane perlomeno l’unico grande appuntamento dove poter incontrare gli amici di tutta Italia, almeno una volta l’anno e intavolare discussioni tecniche di grandissimo interesse.
Buon anno a tutti, e che sia migliore sotto ogni punto di vista.
Ivan
La Beagle Board è una potente board compatta con prestazioni da laptop. USB powered, con un costo davvero competitivo (149 $) è equipaggiata di un processore ARM con una velocità di 600 MHz. Monta inoltre anche un TMS320C64x, un potente DSP della Texas Instruments, utilizzabile per video signal processing.
Sul sito ufficiale della Beagle Board ( http://beagleboard.org/ ) è possibile trovare tutta la documentazione richiesta. Inoltre la scheda permette l’installazione di sistema operativo realtim (RToS).
Un potente tool per applicazioni robotiche e non solo, visto che su una scheda del genere è possibile installare un vero e proprio sistema operativo (come Linux, ad esempio).
Possibile l’acquisto direttamente sul sito di Digikey Italia : acquista
Futuro Remoto è una manifestazione multimediale di diffusione della cultura scientifica e tecnologica, che ha luogo a Napoli, e giunge quest’anno alla sua ventitreesima edizione. Futuro Remoto promuove attraverso mostre, eventi, conferenze, laboratori, momenti di riflessione sull’intreccio tra i grandi temi della civiltà contemporanea e la ricerca scientifica e tecnologica.
Futuro Remoto 2009 - Robot, è un evento promosso dall’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Campania, dall’Assessorato ai Grandi Eventi del Comune di Napoli e dalla Fondazione Idis - Città della Scienza.
Venti giorni dal 19 novembre all’8 dicembre di mostre scientifiche e artistiche, conferenze, spettacoli teatrali e musicali, competizioni sportive e proiezioni cinematografiche.
Futuro Remoto 2009 offre l’occasione per un incontro ravvicinato con i più moderni robot, quelli che contribuiscono al rinnovamento dei modi di produrre, di consumare e di vivere nel rispetto dell’ambiente; quelli che intervengono in situazioni di emergenza, che entrano nelle sale operatorie, che aiutano disabili e anziani; quelli che ci aiutano ad apprendere, che ci divertono … ma anche i robot che “fanno la guerra”! E infine i Personal Robot che, come oggi avviene per il computer, domani tutti noi avremo al nostro fianco nella vita quotidiana.
Per maggiori informazioni sull’evento visitate il sito: http://www.fondazioneidis.org/?p=14539
Dicono che la crisi economica in atto rappresenti un’opportunità, di certo al di là delle restrizioni che ci impone. Più di qualcuno sostiene che servirà a scrollarci di dosso il fardello di “agevolazioni” acquisite col benessere degli anni passati, quando il tenore di vita era tale da permetterci più sfizi di quanti non potevamo permetterci. Questo dovrebbe essere valido anche per il nostro hobby della robotica, ed in special modo appunto perchè è un hobby e non una necessità. Ho sempre ammirato il mio amico robottaro Domenico aka greybear, ideatore del sito www.beamitaly.com per il suo modo di concepire e fare robotica. Difficile analizzare come si evolve la robotica amatoriale in Italia: posso andare più a sensazione che a dati di fatto, perchè non ci sono statistiche in tal senso. A volte ho l’impressione di assistere ad una concezione “modellistica” del robot (nulla contro il modellismo, tutt’altro, l’ho praticato in passato con grande soddisfazione e ne sono sempre ed ancora un caloroso fan) dove tutti cercano un qualcosa di già pronto - diciamo un pacchetto standard - per poi smanettarci su a colpi di software. Non vorrei che la crisi indirizzasse gli utenti verso questo tipo di robotica “di consumo”, solo perchè non si hanno soldi per sperimentare e per farsi realizzare un telaio o per sviluppare un pcb, e si preferisca invece pagare una cifra per ricevere un robot chiavi in mano con cui divertirsi senza troppo penare, economicamente e non.
Conobbi Domenico nell’estate del 2003, eravamo vicini nel luogo di villeggiatura e ne nacque un’amicizia che si è protratta fino ad oggi. Da sempre grande sostenitore del movimento B.E.A.M. (anche nel pensiero, o meglio nel modo di fare robotica) ha ideato e realizzato il sito www.beamitaly.com. Domenico è uno di quelli che pensano - a ragione - che per fare buona robotica non è necessario comperare micro costosi, schede di sviluppo da prezzi faraonici e l’ultimo ritrovato tecnologico in materia di comunicazione wireless. Può anche essere sufficiente una manciata di componenti recuperati in qualche vecchio cassetto, qualche basetta millefori, un vecchio pc, un saldatore e tanta pazienza insieme alla buona volontà nello studio e nell’applicazione pratica. Ed è una verità sacrosanta: perchè non serve spendere un capitale per realizzare un piccolo robot, basta semplicemente aguzzare l’ingegno e lavorare sodo. Il lavoro svolto in questo senso da Domenico è encomiabile e di grande rilevanza perchè è uno dei rari pionieri della robotica che lavorano con lo spirito di imparare, di sperimentare, di fare “ricerca” in piccolo. Questo suo modo di fare robotica, che lui stesso definisce “francescana” per la semplicità e per un occhio di riguardo al risparmio, per evitare sprechi, è un bell’esempio di genuina passione per tutti noi. Vi consiglio vivamente di visitare il suo sito: www.beamitaly.com
Robottaro
A.R.R.M.
E’ lo stato mentale in cui si trova il soggetto che vorrebbe realizzare qualcosa di superiore alle prorie capacita’ di almeno due ordini di grandezza. Normalmente questo stato porta il soggetto a porre domande particolarmente insensate.
es:
“Non ho esperienza di elettronica/informatica/meccanica e vorrei costruire un robot che faccia ia salti mortali recitando le tabelline. Quanti led devo comprare? Ma sopratutto di che diametro? “
Non rientra nella SdG invece la normale aspirazione a migliorarsi apprendendo nuove tecniche
es:
“Non ho mai realizzato un PID ma vorrei provarci, quali libri/tutorial leggere? “
I portatori di SdG raramente sono portatori sani spesso invece contagiano altri soggetti potenzialmente “infettabili” Curiosamente in questo caso i due soggetti non collaborano in un progetto comune, ma litigano immediatamente “forkando” il progetto in due progetti completamente differenti ed ovviamente incompatibili.
Altri esempi:
” …vorrei costruire un robot bipede che gira per casa, mi prende gli oggetti, corre, e posso controllarlo con il telecomando della mia playstation. Premetto che non so quasi niente di elettronica e di programmazione”
oppure:
“Scusate vorrei che qualcuno mi aiutasse a partire da zero e costruire un robot please!!aiuto urgente grazie!!”
o anche:
“vorrei un robot che vada in giro con i cingoli o ruote e ke lo possa radiocomandare e con un arma un po tipo robot arena. Io non so niente di come si costruisce un robot e vorrei imparare vi supplico rispondetemi o bisogno grazzie”
Ecco Guido durante la presentazione delle slides “30 anni di Robotica in Italia”
Per chi non c’è stato potete scaricare il .pdf della presentazione di ieri (un grazie a Guido che l’ha presentata a causa della mia assenza per cause di forza maggiore) durante la Giornata della Robotica organizzata a Foligno dall’Università e che ha visto protagonista Roboitalia, Roboteck e le altre realtà italiane della robotica amatoriale. Buona lettura e non dimenticatevi di mandarmi le vostre impressioni, critiche e suggerimenti al lavoro fatto, l’idea è di continuare per scrivere un racconto sempre più aggiornato e con maggiori dettagli.Il lavoro sembra banale ma è un primo tentativo di ricostruire ifatti di questi ultimi decenni. Non è semplice perchè occorre reperire informazioni in stile “topo da biblioteca”, intervistare i protagonisti diretti di questa evoluzione e coniugare il tutto. Ma ci proveremo.
Scarica la presentazione: 30 Anni di attività Robotica in Italia
Qui invece trovate qualche foto dell’evento: http://www.guiott.com/Roboweb/Foligno%202009/Foligno_2009.html
Ecco i robot RFR v1 (a sinistra), di Marco D’Ambrosio e Rino il robottino di Guido Ottaviani in esposizione durante la giornata della Robotica di Foligno.








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